Pubblicazioni

Per ricevere informazioni su corsi, congressi, novità tecnologiche, aspetti legali e iniziative nel campo delle neuroscienze, iscriviti alla nostra newsletter e seguici sui nostri canali social.

 

Review: Detection of patient foramen ovale using transcranial Doppler or standard echocardiography

der Giessen, H. Van; Wilson, L. C.; Coffey, S.; Whalley, G. A.
Abstract:
A patent foramen ovale (PFO) is a common remnant of fetal circulation present in up to 25% of the worldwide adult population. Paradoxical embolism occurs when venous blood crosses the PFO into the arterial system, bypassing the pulmonary circulation. This allows for the direct passage of microemboli into cerebral blood vessels, increasing the risk of cryptogenic stroke. This review investigates the current diagnostic procedures used to detect and grade a PFO, including transthoracic echocardiography (TTE), transoesophageal echocardiography (TOE) and transcranial Doppler (TCD). Only a few studies have directly compared the use of TTE with TCD for PFO detection but several have compared TTE and TCD independently against the clinical gold standard TOE. Known pitfalls of TTE and TCD are also discussed, including the difficulty of differentiating between intracardiac shunts and intrapulmonary shunts. This review also discusses methods to optimise imaging, such as performing an adequate Valsalva manoeuvre, the role of abdominal compression and the choice of the injection site for the contrast agent and how these may increase the diagnostic success of detecting a right-to-left shunt when prompted by a clinician.
Patologie/Applicazioni:
Anno:
2020
Tipo di pubblicazione:
Articolo
Parola chiave:
ictus; stroke; TCD; Doppler; doppler transcranico
Testata scientifica:
Online library - Wiley
Mese:
11
Nota:
L’articolo analizza l’impiego del Doppler Transcranico (TCD) per individuare gli shunt destro-sinistro, in particolare il forame ovale pervio (PFO), una condizione clinicamente rilevante per via della potenziale correlazione con eventi neurologici come l’ictus criptogenetico. L’aspetto centrale dello studio è la descrizione di TCD come metodica non invasiva, relativamente semplice e con un’elevata sensibilità nel rilevare la presenza di passaggio di sangue tra i due lati del cuore. Nel caso vi sia un PFO, le bolle iniettate per via endovenosa raggiungono il circolo cerebrale, manifestandosi nel segnale Doppler. Gli autori indicano che TCD, soprattutto se associato a manovra di Valsalva per aumentare la probabilità di passaggio delle bolle, ha un’ottima sensibilità, spesso in linea con quella dell’ecocardiografia transesofagea (TEE), considerata il “gold standard” per confermare anatomicamente il PFO. Essi sottolineano come, nonostante la specificità di TCD possa talvolta risultare inferiore (ad esempio, a causa dei falsi positivi prodotti dallo shunt polmonare), i vantaggi in termini di semplicità, non invasività e rapidità di esecuzione lo rendono particolarmente idoneo per lo screening iniziale, specie nei contesti di ictus criptogenetico in giovani pazienti. Gli autori valorizzano inoltre l’utilità di TCD quando il TEE è controindicato o troppo invasivo per certi pazienti, segnalando come, con opportuni protocolli standardizzati e un’adeguata formazione del personale medico, il TCD possa diventare una risorsa indispensabile in stroke unit e in situazioni che richiedano un rapido e attendibile screening del PFO. L’articolo illustra infine come calcolare in modo quantitativo l’entità dello shunt attraverso il conteggio delle microbolle, favorendo una più chiara stima della severità e potenziali implicazioni terapeutiche, quali la chiusura del PFO per ridurre il rischio di recidive ischemiche. Nel complesso, il lavoro funge da guida pratica, sintetizzando dati di letteratura e confermando che un TCD ben eseguito, anche grazie a software di conteggio automatico e alla ripetizione delle misurazioni a riposo e sotto Valsalva, è una solida alternativa di screening, da integrare eventualmente con TEE per la localizzazione precisa del difetto e una valutazione dettagliata delle opzioni di intervento, incoraggiando così un suo più ampio utilizzo a livello clinico.
DOI:
10.1002/ajum.12232

La nostra storia

GEA soluzioni si affaccia nel 2013 al mercato della strumentazione medicale di alto livello tecnologico ma la sua storia parte da più lontano, clicca qui per approfondire.  

GEA SOLUZIONI SRL
via Spalato 72/A, Torino
Tel.: 011 5821948 
Email: info @ geasoluzioni.it

P. IVA IT11696920013
REA TO1233648